Ipocrisia, morale, pensieri vaghi
“La Chiesa non bada all’ipocrisia, che essa considera, anzi, come un lusinghiero tributo al suo potere” di Bertrand Russell.
Sto leggendo il suo libro intitolato “Perché non sono cristiano” che trovo davvero interessante. Mi sta aiutando molto riflettere sulla differenza sostanziale di vedute nella morale e nella “vita retta” tra un presunto cristiano
ed uno no.
Secondo Russell ci sono due metodi per consentire alle persone di vivere in una comunità nonostante naturali desideri diversi.
Il primo è molto semplice ed è il diritto penale, che cerca di creare armonia all’esterno, ma imprigionando e reprimendo tutto ciò che è contrario, esattamente come avviene con la censura sociale.
Oggigiorno essere giudicati male dalla società cui si appartiene è una forma di punizione.
Il secondo metodo consiste nel modificare il carattere e i desideri degli uomini, in modo da limitare le occasioni di contrasto che spesso portano la sofferenza di taluni per la felicità di altri.
Due persone che si amano hanno successo insieme o insieme falliscono, se si odiano, il successo dell’una porta al fallimento dell’altra.
Se la nostra definizione di vita retta è “la vita retta è ispirata dall’amore e guidata dalla conoscenza” ne consegue che il codice morale deve esser aggiornato costantemente e controllato per potersi attenere sempre alla saggezza e alla benevolenza.
I Codici morali non nascono perfetti, Gli aztechi consideravano un dovere il mangiare carne umana affinché non si offuscasse la luce del sole. Certe altre tribù rinchiudono al buio ragazze giovani per timore che i raggi del sole le rendano gravide.
Possiamo davvero affermare che i nostri codici morali non contengano qualcosa di analogo a queste pratiche selvagge?
La moralità corrente è una curiosa mescolanza di utilitarismo e superstizione con forte prevalenza di quest’ultima.
Un tempo certe azioni erano vietate dalla legge perché non gradite agli dèi e si supponeva provocassero l’ira divina contro i peccatori.
Sorse così il concetto di peccato come azione sgradita a Dio.
La religione cattolica si basa sulla superstizione. Vive grazie all’ignoranza delle persone. Vive grazie all’oppressione della libertà inculcando nella testa dei credenti il concetto di peccato.
Se le persone fossero state davvero libere dall’ignoranza ottusa della chiesa, sono più che convinto che oggi
vivremmo meglio, saremmo molto più avanti nella medicina e nella ricerca. Saremmo più avanti anche con
la nostra elasticità mentale, saremmo più aperti e non sarebbe stata necessaria la famosa rivoluzione femminile
poiché le donne sarebbero state già al pari degli uomini.
Ma la chiesa ci ha oppresso cercando di inculcare la sua morale, e per farlo ha ucciso, imprigionato o allontanato scienziati e ricercatori, ha ucciso migliaia (forse decine di migliaia o più) di donne durante i periodi dell’inquisizione, ha ammazzato tutti quelli che non si piegavano di fronte alla sua parola con le crociate, ha creato il suo potere infondendo paura nell’ignoranza delle persone. Dando potere agli uomini e rendendo le donne schiave dei primi.
Trovo ancora più triste il vedere tante persone convinte di credere ma comportarsi accomodando la religione a proprio uso e piacere.
Come disse proprio Russell, il Mondo non ha bisogno di dogmi; ha bisogno di libera ricerca.







